Appuntamento irrinunciabile per l’arte: Affordable Art Fair a Milano.
Galp ha selezionato alcuni dei suoi artisti per esporli alla mostra d’arte contemporanea “abbordabile”, ovvero con opere dal valore massimo di 6000 €.
La scelta di Paola Catelli e Mauro Colombo di Galp è ricaduta su una rosa ristretta di autori: Antonio Massa, Stefano Mancini, Lorenzo Crivellaro e Alessandra Carloni e le sculture di Laura Pagliai, Silvia Trappa e Matthias Verginer.
 
La serie Supereroi di Silvia Trappa: imponenti statue che affrontano la tematica dell’infanzia come metafora del vivere; uno stato di perenne crescita in cui per superare i dubbi e le paure a volte è necessario essere i supereroi di se stessi.
 
Amore, voluttà, grazia. Colori saturi, vividi e freschi delle opere di Antonio Massa coinvolgeranno il pubblico di Affordable. I suoi fiori incantati ci proiettano infatti in un’oasi: rapiti dai colori percepiamo il profumo, il tatto e il movimento. 
 
 
Stefano Mancini, pittore di Portoferraio, scenografo e costumista teatrale, fin dagli anni ’90 si è dedicato alla pittura sperimentando tecniche materico-cromatiche e impreziosendo le sue opere con collage di carte e stoffe. Quelle che si possono ammirare in mostra sono opere che Mancini realizza utilizzando, in maniera sapiente, diversi materiali e colori per dare vita a scene teatrali dove il tempo è sospeso e tutto è magia.
 
Ad Affordable Art Fair ci saranno le sculture di Laura Pagliai, l’artista che analizza l’esistenza umana dai punti di osservazioni inusuali, a prima vista curiosi e originali, ma al contempo emotivamente intensi. I palloncini rossi e i personaggi fatti di sogni e materia, alla ricerca della felicità, rispondono alla banalità del grigio quotidiano. 
 
 
Le opere di Matthias Verginer sono cariche di humor e celebrano una fantasia ambigua e buffa all’apparenza e il riso che stimolano, usando le parole di Henry Bergson, ”non fa appello ai sentimenti, ma piuttosto alla pura intelligenza” perché oltre a divertire e ad ammaliare, le opere, inducono alla riflessione sui meccanismi percettivi della realtà, sulle sue discusse o assolute verità e sui suoi aspetti mutevoli o persistenti.
 
Ispirato a note e ormai lontane nel tempo pubblicità di famosi marchi Lorenzo Crivellaro stende le immagini su una base di cementi, stucchi, gessi e colle viniliche. Le opere subiscono poi un secondo momento di incontro con l’artista che le trasforma rendendole vissute assegnando un’interpretazione che rende unica ogni immagine strappata dalla serialità.