INTERVISTA A Alessandra Carloni

Abbiamo deciso di chiedere agli artisti della nostra galleria d’arte che cosa pensino in merito alla situazione attuale, per confrontarci sul valore dell’arte ora e nel futuro. Ecco le risposte ad Alessandra Carloni.

In quanto artista, come consideri il tuo ruolo all’interno della società? Quale valore dai alla tua professione?

Gli artisti secondo me raccontano con il loro filtro personale e il loro linguaggio la quotidianità e questa è la vera importanza dell’esprimersi attraverso questo mestiere.

 

Perché, secondo te, l’arte e la cultura vengono spesso relegate ad attività di second’ordine, inessenziali rispetto all’acquisto di un capo d’abbigliamento, di una messa in piega, di un mazzo di fiori?

In effetti questo è un problema della nostra società, che da tempo si è impostata su un livello per cui l’arte su una scala di valori ha sicuramente un ruolo, seppur in realtà importante, messo in secondo piano. Si tratta, purtroppo, di un danno culturale che negli ultimi anni si è registrato notevolmente.

 

Una domanda personale: qual è l’opera/l’artista che ha influenzato maggiormente il tuo percorso? Per quali ragioni?

Non c’è un artista o un’opera in particolare che mi ha ispirato, perché nel percorso di ricerca personale di un pittore io penso si abbraccino più influenze artistiche, più artisti, a seconda del percorso che ciascuno sta sviluppando. Io ho guardato molto al futurismo da una parte, ma anche al surrealismo e alla metafisica dall’altra. Ho osservato anche il mondo degli illustratori e quello dei fumetti, quindi ho unito due correnti apparentemente agli antipodi nel mio linguaggio pittorico, che è proprio caratteristico di entrambe le visioni.

 

Molte persone si tengono a distanza dall’arte perché la ritengono “incomprensibile”, cosa gli diresti per incoraggiarle ad avvicinarsi a questo mondo?

Sicuramente per avvicinarsi a un’opera bisogna, prima di tutto, stimolare un po’ l’interesse verso la cultura e l’arte in generale, e poi abbandonarsi ad una lettura dell’opera più istintiva, eliminando pregiudizi e analisi troppo affrettate. Entrare dentro l’opera significa, in parte, trovare delle risposte personali.

 

Come vedi il futuro dell’arte? Secondo te la fine della pandemia segnerà un momento di rinascita della cultura o favorirà il declino dei valori più spirituali a favore del possesso di beni materiali?

Essendo principalmente una pittrice che vive di questo, io voglio avere una visione ottimistica e positiva. Anche perché penso che dopo ogni crisi sociale, culturale, economica, dopo le guerre - e questo ce lo racconta anche la storia - c’è sempre stata comunque una rinascita e questo è il mio augurio per il prossimo anno e per gli anni futuri.

 

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