Decorare le pareti con l’arte è una questione di cuore.


La prima regola da tener conto quando si decide di acquistare un’opera d’arte è farsi trasportare dal cuore, dalle proprie sensazioni. Noi di Galp pensiamo che mai come in questo caso, la prima impressione sia la più importante: se mentre stai passeggiando, un quadro in una vetrina ti colpisce e decidi di tornare indietro per dargli un’altra occhiata, beh… dovresti portarlo a casa con te (e senza pensarci due volte!!!).
Forse siamo un po’ di parte, ma siamo convinti che poche cose al mondo riescano a far ragionare ed emozionare come un’opera d’arte.


Dove posizionare le opere? In quali stanze?


Non tutti lo immaginano, ma ogni stanza della casa (persino il bagno e la cucina) può raddoppiare la sua bellezza con il quadro giusto.
Sicuramente, però, il soggiorno può essere considerato l’ambiente più dinamico e complesso della casa. Ci si incontra, si chiacchiera, si guarda la televisione, ci si riposa… qui i quadri stanno sempre bene! Le pareti sopra il divano, spesso vuote, possono essere il luogo perfetto per ospitare grandi quadri o composizioni, con l’unico accorgimento che siano ben centrati rispetto alla larghezza del nostro miglior amico divano. Naturalmente, la stessa cosa vale per la parete dietro il letto nelle nostre camere.
Per quanto riguarda invece la cucina o la sala da pranzo, sono luoghi dove i quadri vengo apprezzati soprattutto da seduti, sarebbe quindi opportuno fissare le nostre cornici un po’ più in basso del solito (il perimetro inferiore a 100/110 cm dal pavimento).
Infine, parliamo del bagno: anche qui si può riuscire a impreziosire l’ambiente grazie a qualche quadro. Certo, molto spesso abbiamo il problema delle piastrelle, che sarebbe meglio non bucare, ma un’ottima soluzione potrebbe essere un sistema di fili da agganciare nella parte alta del muro, al confine con il soffitto.


È meglio posizionare quadri singoli o in gruppo? E nel caso del gruppo, come sceglierlo?


Disporre le opere all’interno delle stanze delle nostre case non è un compito semplice, ma è uno dei modi più immediati ed efficaci per trasformare una parete e persino dare una nuova vita a un’intera stanza.
• La fila indiana
Se si vogliono appendere più quadri, tutti delle stesse dimensioni, una maniera per sistemarli è in fila indiana, uno di seguito all’altro, tenendo come punto di riferimento il margine inferiore della cornice.
• Il disordine ordinato
Se invece abbiamo quadri di dimensioni diversi, il modo più semplice per dare un ordine alla composizione è racchiudere tutte le cornici in una sorta di figura geometrica immaginaria, di solito un rettangolo oppure un quadrato.
• La Wunderkammer
Questa modalità (che è un po’ la nostra preferita) prende spunto, come anticipa il suo nome, dalle Wunderkammer settecentesche. Le Wunderkammer erano degli ambienti in cui venivano conservati raccolte di oggetti straordinari, con il solo scopo di creare meraviglia e stupore.
Qui, gli oggetti erano stipati apparentemente alla rinfusa, senza alcun criterio di classificazione ed organizzazione logico. Proprio il contrario di “Less is more”!
In questo caso, potrete sprigionare tutta la vostra fantasia e voglia di sperimentazione… dateci dentro e non abbiate paura.
• Effetto museo
Un’opera da sola, senza nulla che le rubi la scena, che occupa tutta la parete. Naturalmente l’immagine scelta deve essere di grande impatto e deve avere intorno a sé una porzione di muro che la incornici e le dia la giusta prospettiva. È la scelta ideale se l’ambiente è spazioso e si vuole ottenere un effetto scenografico.
• Ritratti
Nel caso si voglia creare una parete di ritratti, i volti dovrebbero essere rivolti gli uni verso gli altri, creando così un contatto tra fra le diverse linee visive dei quadri. Al contrario, se tutti i soggetti guardassero dalla stessa parte, si avrebbe un effetto “egizio” molto artificiale e un senso generale di confusione.


Quale illuminazione usare?


Naturalmente, illuminare i quadri a casa, non è come in un museo o in una galleria d’arte. Ogni quadro infatti, difficilmente potrà disporre di un’illuminazione tutta sua. È però importante, per un risultato ottimale, studiare come, dove e quanta luce utilizzare per risaltare al meglio le nostre opere. Sicuramente, il modo migliore e immediato è quello di utilizzare lampade da terra o da tavolo, in modo che possano essere facilmente spostate ed evitare ombre e riflessi dannosi per il dipinto.
Se invece si ha la fortuna di poter optare per un’illuminazione dall’alto, il consiglio è quello di creare un angolo di 30° tra il faretto e il soffitto.


Gli errori più comuni quando si arreda con l’arte?


Sicuramente i due errori più comuni in cui si può incappare quando si decide di arredare con l’arte sono due: il posizionamento dei quadri e l’accostamento delle cornici.
Per quanto riguarda il primo punto, bisogna tenere sempre in mente una regola base: il quadro è li per farsi guardare, deve quindi essere appeso all’altezza degli occhi. Si dovrà quindi contare un’altezza di circa 150/170 cm da terra al centro del quadro. Parlando invece degli accostamenti, la parola d’ordine quando si vuole creare delle composizioni è coerenza. Non è però vero che due diversi stili non possano coesistere: occorre però che ci siano elementi di separazione ben riconoscibili, affinché non si crei un miscuglio disordinato.