Renato Guttuso

Aldo Renato Guttuso (Bagheria, Palermo 1911 – Roma 1987) presto inizia a compiere viaggi a Milano e nel resto d’Europa durante i quali modella la sua formazione artistica sulle correnti figurative di Courbet, Van Gogh e Picasso. Nel 1937 si trasferisce definitivamente a Roma, dove fonda il Fronte Nuovo delle Arti.
È considerato uno dei maggiori esponenti della pittura neorealista italiana del secondo dopoguerra, un movimento artistico che fonda le proprie radici nel realismo socialista. Dopo una prima fase espressionista (fino al 1945) e neocubista (fino al 1949), Guttuso si dedica completamente al Neorealismo.
Nelle sue opere esprime il proprio ideale politico (il socialismo) attraverso  figure che denunciano l’ingiustizia sociale e gli abusi di potere  e allo stesso tempo che portano in sé la speranza per un cambiamento sociale.
Guttuso ha uno stile realista, incisivo, diretto, fruibile da tutti. Affronta infatti temi come il dolore delle classi sociali più deboli e oppresse, la vita rurale dei braccianti, la fatica del lavoro etc.
A differenza dell’Espressionismo dei primi anni del Novecento, Guttuso non utilizza l’esasperazione dei contrasti come strumenti per veicolare stati d’animo ed emozioni: è la realtà stessa che, manifestandosi nella propria durezza, comunica la fatica e la dignità degli oppressi.