Orfeo Tamburi

Orfeo Tamburi (Jesi, 1910 – Parigi, 15 giugno 1994) è un pittore, disegnatore e giornalista italiano. Compie gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Roma e nel 1936 si reca per la prima volta a Parigi dove entra in contatto con alcuni dei pittori più importanti dell’epoca e dove trova la sua più fresca ispirazione nel panorama paesaggistico parigino.
Nel 1935 torna poi a Roma, dove partecipa alla II Quadriennale, dedicandosi soprattutto al paesaggio favorendo la sua fresca vena del disegno. Nel 1944 pubblica il volume di disegni Piccola Roma, con una poesia di Ungaretti e illustra anche le Passeggiate romane di Stendhal.
Alla fine della seconda guerra mondiale torna a Parigi da dove estende la sua attività internazionale allestendo mostre personali in Belgio, Francia, Svizzera e Olanda.
Rientrato in Italia continua ad esporre nelle più importanti città della penisola. Fra il 1955 e il 1956 viaggia negli Stati Uniti dove espone a Los Angeles, San Francisco e New York presso importanti musei.
Nel ’51 partecipa come attore protagonista al film “L’invidia” di Roberto Rossellini e negli anni seguenti, sempre ricercatissimo, Orfeo Tamburi viene invitato al Museum of Modem Art di San Francisco, alla "Landau Gallery" di Los Angeles, alla Galleria "L'ami des lettres" di Bordeaux.
Ormai famoso ed affermato come artista, Orfeo Tamburi nel 1964 dona alla Pinacoteca Civica di Jesi, numerosi disegni, guazzi, litografie e nel 1969 fonda il “Premio Città di Jesi - Rosa Papa Tamburi” dedicato alla madre. Nel 1971 l'artista viene premiato con la Medaglia d’Oro di Prima Classe al Merito alla Cultura, dal Presidente della Repubblica, mentre le su opere si trovano nelle migliori gallerie d'arte in Italia, ma anche all'estero. Nel 1974 viene allestita alla Galleria Civica d'Arte Moderna di Ferrara, Palazzo dei Diamanti, una sua grande mostra antologica e l'anno dopo ottiene il Premio Internazionale “Città Eterna” a Roma.
Nel 1978 la Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia organizza una sua mostra antologica delle opere di Orfeo Tamburi dal titolo «Il mio teatro», al Palazzo Frangini a Biglia di Sacile.
Nel 1979 l'Editions Denoël di Parigi ed Il Cigno Stamperia d'Arte di Roma collaborano alla pubblicazione di un'opera in tre volumi dal titolo «Paris 20+1» con testi di Nino Frank, Georges Pillement e Paul Guth che Orfeo Tamburi illustra con 105 disegni in bianco e nero e 21 incisioni in acquaforte e acquatinta a molti colori.
Nell'ultimo decennio della sua vita, il pittore viaggia molto, visita Spagna, Inghilterra, Grecia e Stati Uniti, in itinerari che colpiscono la sua immaginazione, riportando sulla tela e sulla carta, impressioni e immagini che daranno vita a nuove opere e al suo "Quaderno del pittore".

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