INTERVISTA A Angelo Barire

Durante il recente momento di chiusura abbiamo voluto confrontarci con gli artisti con cui collaboriamo sul ruolo dell’artista nella società e sulla necessità dell’arte.

Angelo Barile ha contribuito al dibattito con un piccolo intervento che guarda positivamente all’arte e al suo futuro.

Il momento che stiamo vivendo è assolutamente incredibile, nessuno di noi si ricorda di qualcosa del genere nella propria vita.

Noi artisti stiamo vivendo in un certo modo, sperando che cambino le cose - almeno il messaggio che ci scambiamo sovente fra artisti è sempre “speriamo che poi dopo funzioni!”. Intanto in questo periodo, e anche in quello precedente alla pandemia, noi artisti, almeno da parte mia, abbiamo potuto occupare un posto importante  nella società, perché comunque le persone devono circondarsi di bellezza. Non si mangia solamente, non si va solo ad accumulare denaro. Bisogna vivere anche in altre cose perché va bene comprare auto e case, divertirsi, andare in vacanza ..ma perché non comprare anche arte?

L’arte ti dà un senso, a volte di pace a volte di conflitto, però quando entri in casa la sera dopo una giornata di lavoro e ti trovi circondato di bellezza, appesa ai muri o appoggiata sui mobili, provi un senso di benessere che tu al momento non comprendi. Provate a immaginare una persona abituata ad avere molte cose belle in casa che all’improvviso si ritrovi in una casa vuota. Credo veramente che gli manchi qualcosa.

L’arte non può essere relegata ad un’attività di second’ordine perché ci vuole un benessere psichico oltre a quello fisico. Se noi iniziamo a trascurare uno degli elementi che reggono la struttura del nostro corpo andiamo in tilt. Quindi l’arte è molto importante, non perché io faccio arte, ma perché io stesso amo circondarmi di cose belle perché mi gratificano l’animo.

Cosa posso dire a chi non la pensa in questo modo? Non lo so, io cercherei di aiutarli, di fargli capire le cose. Noi stessi artisti molte volte non diciamo che cosa stiamo facendo perché lo troviamo superfluo. Si dice spesso questa frase: “ma cosa vai a spiegare l’arte che è inutile e non importa a nessuno?!” Secondo me è sbagliato, perché io mi sono trovato molte volte davanti a un quadro che non capivo, ma quando l’artista me lo ha spiegato a me è venuta voglia di comprarlo e portarmelo a casa. Mi ha provocato una reazione assolutamente opposta.

Ci si chiede anche cosa succederà dopo la pandemia. Guardate, non succederà niente.

Prima di tutto voglio dirvi questo: questa è un’occasione incredibile, particolare, che non succede molte volte per noi che facciamo arte.

Questo è un periodo che dà opportunità enormi di sperimentare, provare nuove cose, sviluppare il proprio lavoro, renderlo più piacevole per noi stessi..trovare nuove vie. Ed è una cosa importantissima. Sapete perché? Perché non abbiamo più, in questo momento, l’esigenza della commissione, delle fiere, la pressione delle consegne dei lavori. Possiamo fare quello che vogliamo. Io, e andrò sicuramente controcorrente rispetto a tutti quelli che si lamentano e si preoccupano del fatto di non lavorare, penso che in questo periodo si debbano stringere i denti e andare avanti.

Ricordate, e mi ricollego a prima, che dopo la pandemia non succederà nulla, assolutamente nulla. Si continuerà a lavorare e resisterà chi ha avuto la forza di adeguarsi ai tempi.

 

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