INTERVISTA A Galligani

Che cosa rappresenta l’arte oggi? Ne abbiamo parlato con Luigi Galligani.

In quanto artista, come consideri il tuo ruolo all’interno della società? Quale valore dai alla tua  professione? 

Il ruolo di un vero artista  è molto importante all’interno di una società perché con le sue immagini arricchisce il patrimonio estetico e umanistico di quella comunità; naturalmente ci vuole un pubblico attento e sensibile ad un linguaggio di questo tipo, altrimenti l’artista rischia di essere un isolato, apprezzato magari da una ristrettissima cerchia di persone, ma ignorato dal grande pubblico. Il materialismo e la superficialità del mondo contemporaneo, come  il cattivo uso dei mass-media, sicuramente hanno fatto grandi danni nella mente dell’Essere Umano e hanno contribuito ad allontanare il pubblico dalla conoscenza e dall’apprezzamento dell’Arte.

  

Perché, secondo te, l’arte e la cultura vengono spesso relegate ad attività di second’ordine,  inessenziali rispetto all’acquisto di un capo d’abbigliamento, di una messa in piega, di un  mazzo di fiori? 

 

L’Arte e la Cultura presuppongono impegno mentale ed emotivo, libertà di pensiero, perché possono suscitare sacrosanti dubbi e mettere in crisi le proprie minuscole quotidiane certezze, mentre oggi la società contemporanea sembra volerci tutti superficiali, 

ubbidienti e uniformati ad uno stile di vita che a me personalmente sembra arido e molto discutibile.

 

Una domanda personale: qual è l’opera/l’artista che ha influenzato maggiormente il tuo  percorso? Per quali ragioni? 

 

Sono molti gli artisti che hanno arricchito il mio patrimonio estetico, in quanto ho studiato la Storia dell’Arte con grande piacere sapendo che la sua conoscenza profonda avrebbe poi arricchito di spessore umano le mie opere. Potrei fare tanti nomi: da Fidia e Prassitele a Donatello, Michelangelo e poi Giambologna, Bernini, Canova per arrivare ai più recenti Marino Marini, Henry Moore…e  De Chirico, che mi ha aperto alla conoscenza della realtà metafisica di un’opera d’Arte e che ho scoperto durante il periodo del mio servizio militare a Milano.

 

Molte persone si tengono a distanza dall’arte perché la ritengono “incomprensibile”, cosa gli  diresti per incoraggiarle ad avvicinarsi a questo mondo? 

 

In effetti gran parte dell’Arte Contemporanea anche a me sembra incomprensibile, parlando molto francamente, per cui credo che i bravi artisti insieme con i bravi galleristi debbano unire le loro forze per promuovere immagini di qualità estetica e di importante spessore umano in modo da convincere le persone che anche oggi si può creare Bellezza e Armonia.

 

Come vedi il futuro dell’arte? Secondo te la fine della pandemia segnerà un momento di  rinascita della cultura o favorirà il declino dei valori più spirituali a favore del possesso di beni  materiali? 

Il futuro dell’Arte è intimamente legato al futuro dell’umanità e mi pare che questa umanità sia 

potentemente ingannata: non so quando finirà questa strana pandemia, ma spero che le persone ad un certo punto diventino critiche nei confronti della situazione attuale e imparino a conoscere il grande valore della Libertà e dell’autonomia di pensiero. La conoscenza e l’apprezzamento dell’Arte sicuramente possono essere un valido aiuto al conseguimento di questa Libertà, quindi un rinnovato interesse nella gente per la Pittura, la Scultura e la Cultura in senso lato è assolutamente auspicabile. Io penso in positivo e ritengo che ci sarà una importante rinascita anche se l’Umanità adesso sta attraversando una terribile strettoia. Bisogna avere la forza di sperare e non stancarsi di inseguire col proprio linguaggio il concetto della Bellezza.

 

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