Moramarco Gianni pittore

Ora che siamo obbligati a rimanere nelle nostre case e che Gallerie e Musei sono chiusi, gran parte della bellezza dell’arte ci è preclusa. Ne parliamo con Gianni Moramarco.

 

In quanto artista, come consideri il tuo ruolo all’interno della società? Quale valore dai alla tua professione?

In quanto artista, penso di ricoprire un ruolo importante, poiché sono testimone creativo del momento storico in cui vivo e metto la mia fantasia a disposizione di coloro che ne sono sprovvisti.

 

Perché, secondo te, l’arte e la cultura vengono spesso relegate ad attività di second’ordine, inessenziali rispetto all’acquisto di un capo d’abbigliamento, di una messa in piega, di un mazzo di fiori?

Perché vi sono molta ignoranza e superficialità.

 

Una domanda personale: qual è l’opera/l’artista che ha influenzato maggiormente il tuo percorso? Per quali ragioni?

Nessuno, la mia formazione culturale è legata ai miei studi di architettura e alla mia predisposizione critica rispetto alle problematiche sociali.

 

Molte persone si tengono a distanza dall’arte perché la ritengono “incomprensibile”, cosa gli diresti per incoraggiarle ad avvicinarsi a questo mondo?

Gli addetti al settore dovrebbero stimolare maggiormente il pubblico.

 

Come vedi il futuro dell’arte? Secondo te la fine della pandemia segnerà un momento di rinascita della cultura o favorirà il declino dei valori più spirituali a favore del possesso di beni materiali?

Vi sarà una rinascita perché le persone hanno avuto tempo di riflettere, essendosi trovate in una situazione statica.

 

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