INTERVISTA A Laura Pagliai

Qual è il ruolo dell’arte nella società? Lo abbiamo chiesto a Laura Pagliai.

In quanto artista, come consideri il tuo ruolo all’interno della società? Quale valore dai alla tua professione?

Penso che l’importanza del ruolo dell’artista sia da attribuire alla capacità che egli ha di soffermarsi ad analizzare aspetti dell’animo umano, della società e più in generale del mondo che lo circonda che solitamente sfuggono all’attenzione di chi è coinvolto nella frenesia di tutti i giorni. Un’opera d’arte può piacere o non piacere, si può condividere o meno il concetto espresso, in ogni caso costringe a una riflessione che non può che migliorare le coscienze di chi la guarda.

Perché, secondo te, l’arte e la cultura vengono spesso relegate ad attività di second’ordine, inessenziali rispetto all’acquisto di un capo d’abbigliamento, di una messa in piega, di un mazzo di fiori?

In genere si vuole possedere qualcosa che tutti apprezzano e condividono. Così, la concretezza della realtà e dell’apparire ci fanno porre in secondo piano il bisogno di possedere un’opera d’arte, a vantaggio di oggetti di più facile lettura. Questo atteggiamento appare evidente nel nostro Paese, nonostante esso sia uno dei luoghi più ricchi di arte. Credo sia una questione culturale, di limitata abitudine ed educazione artistica.

Una domanda personale: qual è l’opera/l’artista che ha influenzato maggiormente il tuo percorso? Per quali ragioni?

Sono sempre stata affascinata dall’arte e da chi crea dal nulla un disegno, un dipinto o una scultura che abbiano l’energia di coinvolgere. Non smetterei mai di ammirare la potenza delle sculture di Bernini, la profondità di Mitoraj e le emozioni che mi producono i grandi dipinti di Rothko. È la loro capacità di aver reso con tanto coinvolgimento le loro emozioni, la caratteristica di un artista che ammiro maggiormente.

Molte persone si tengono a distanza dall’arte perché la ritengono “incomprensibile”, cosa gli diresti per incoraggiarle ad avvicinarsi a questo mondo?

Credo che la paura di avvicinarsi ad un’opera d’arte derivi dalla paura di essere giudicati. Si ritiene di non avere le competenze per capire l’arte, così la si evita. Basterebbe pensare che spesso all’artista interessa principalmente suscitare entusiasmo, trasmettere emozioni, al di là della correttezza dell’interpretazione del suo lavoro. Perché questo avvenga non c’è bisogno di avere troppe competenze o conoscenze; sensibilità e apertura mentale sono sufficienti per lasciarsi appassionare.

Come vedi il futuro dell’arte? Secondo te la fine della pandemia segnerà un momento di rinascita della cultura o favorirà il declino dei valori più spirituali a favore del possesso di beni materiali?

Credo che gli artisti abbiano continuato ad “essere artisti” anche durante questi mesi di pausa. Anzi, probabilmente questo momento di stop forzato ci ha dato modo di riflettere ulteriormente e approfondire argomenti messi da parte. Non appena tutto ripartirà, si potrà finalmente vedere come ognuno di noi ha interpretato artisticamente questo periodo tanto particolare. Potrebbe essere l’occasione per qualche neofita, di avvicinarsi al mondo dell’arte e scoprire di condividere con molti artisti le stesse emozioni o sentimenti.

 

SCOPRI LE OPERE