intervista a Luvol

Cosa ti ha spinto a dedicarti all’arte? Quando è iniziato questo tuo percorso?

Tutto è iniziato circa dieci anni fa con i primi tentativi di produrre alcuni stencil con le bombolette che riuscivo a reperire.

Sono sempre stato attratto dall’arte ma ho iniziato quasi per gioco, realizzando quadri su commissione per chiunque volesse un ritratto o un murale in casa.

 

Quale tecnica utilizzi?

Le mie opere sono realizzate esclusivamente attraverso l’utilizzo di stencil e vernice spray: intaglio con precisione i fogli di carta che, grazie alla loro sovrapposizione comporranno il soggetto scelto. Il processo inizia da una foto, può rappresentare una persona, un oggetto o animale, è fondamentale però che il soggetto scelto mi trasmetti una sensazione di quiete.

 

Ci puoi dire qualcosa di più sui supporti che adoperi per creare le tue opere?Quando li scegli, in che modo prende forma la tua idea?

Inizialmente utilizzavo supporti convenzionali, come tele, pannelli di legno o fogli di blocchi da disegno. Tutt’oggi, su richiesta, eseguo ritratti su tela, ma è da qualche anno che prediligo supporti ignorati dalle persone comuni, oppure di poco valore: da placche di metallo ossidato, a damigiane di vino e cartelli stradali. Quando mi imbatto in quel che le persone comuni considerano immondizia, riesco subito a intravedere e percepire il potenziale immenso e nascosto di un pezzo di metallo ricoperto di ruggine: ha solo bisogno di un tocco di colore che si uniformi e si mischi alla patina conferitagli dal tempo.

 

Come vivi il fatto che le opere di Street Art siano in qualche modo “effimere”, esposte cioè al passare del tempo?

La street-art nasce come un’arte effimera. Sono dell’opinione che debba continuare ad esserlo perché anche seppur di breve durata, scaturisce sempre una reazione, positiva o non, nel fruitore. L’arte di strada rimane impressa nel ricordo di chi la osserva, suscitando rabbia o stupore, creando interrogativi e a volte rivelazioni.

Effimera nella durata, ma non nel messaggio. Come per i fiori che restano aperti per un giorno soltanto, l’arte di strada, rappresenta una fortuna per chi riesce a coglierne bellezza e unicità.

 

Luvol, qual è l’origine di questo nome?

Il mio alias Luvol è nato grazie all’anagramma del mio cognome, Vullo.

Credo sia un “nome d’arte” che mi appartiene e mi rappresenta come stencil-artist.

 

Progetti per il futuro?

Per il momento il mio unico obbiettivo è quello di continuare a produrre opere che trasmettano i miei sentimenti ed ideali. Di recente sto realizzando la mia prima serie su animali in via d’estinzione - Ectinction seriee – che ha il fine di sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo questa terribile fenomeno.

 

Quali artisti sono stati per te fonte di ispirazione ?

I miei punti di riferimento nel mondo degli stencil, sono prima di tutto Matteo Capobianco alias Ufocinque, al quale devo molto per avermi introdotto in questo “mondo”.

Inoltre, mi ispiro molto ad artisti francesi come Jef-aerosol, C215, Bleck Le Rat e ultimo ma non per importanza, Banksy.

 

Cosa significa secondo il tuo parere, fare oggi Street Art ?

Oggi fare street-art per me è una continua sfida, il risultato deriva dall’opinione pubblica, che può apprezzare o meno. Sicuramente però, questa forma di espressione è forse la più sincera e diretta forma d’arte che contrassegna il nostro periodo storico e che sta prendendo sempre più piede sui muri delle nostre città.

 

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