INTERVISTA A Valeria Patrizi

Qual è il ruolo dell’arte nella nostra società? In questo momento di chiusure di musei e gallerie e di sospensione delle attività culturali abbiamo voluto intervistare gli artisti per conoscere il loro pensiero in merito alla situazione attuale.

Ecco le risposte di Valeria Patrizi.

In  quanto artista, come consideri il tuo ruolo allinterno della società?

Penso che l'artista abbia una “missione” importante: dare l'occasione di esercitare la sensibilità dell'anima. Credo che possiamo paragonarlo alla natura, quella natura che ci sorprende, che ci meraviglia, che ci riempie gli occhi e che a volte può spaventarci. Questo rende il ruolo dell'artista fondamentale all'interno della società; non è possibile prescindere da quello che ci offre il suo lavoro, come non è possibile non nutrirci della ricchezza della natura.

Quale valore dai alla tua professione? 

Le dò un valore grandissimo. È il risultato concreto dei miei studi e del mio lavoro quotidiano. Non ho mai pensato che fosse una “passione del tempo libero”, ma ho sempre creduto e sostenuto che potesse diventare il mio vero lavoro e così è stato. Ho uno studio, una partita iva, lavoro quotidianamente, ho delle importanti e professionali collaborazioni e sono certa che sarà così per sempre.

Perché, secondo te, larte e la cultura vengono spesso relegate ad attività di secondordine, inessenziali rispetto allacquisto di un capo dabbigliamento, di una messa in piega, di un mazzo di fiori?

Ho sempre pensato che per appassionarsi all'arte (anche da solo fruitore) sia necessario una specie di allenamento. Bisogna immergersi, passarci attraverso, coglierne l'essenza per poter provare quell'amore che la rende indispensabile. Questo rende l'arte e la cultura qualcosa che a volte rimane nello scaffale un po' più alto della libreria della nostra vita e questa è di certo l'onda che cavalcano i nostri governatori ovvero quella dei bisogni che vogliono farci credere gli unici essenziali e gli unici capaci di saziare la “fame facile” dell'individuo e probabilmente gli unici capaci di generare maggior profitto generale.

Molte persone si tengono a distanza dallarte perché la ritengono incomprensibile”, cosa gli diresti per incoraggiarle ad avvicinarsi a questo mondo? 

L'arte è assolutamente per tutti e l'arte è di tutti. La comprensione intellettuale non è fondamentale per poter gustare le emozioni che un'opera d'arte può regalarci. Per questo inviterei chiunque a visitare musei e gallerie con i bambini, per poter imparare da loro la semplicità con cui si può vivere l'osservazione incontaminata di un'opera pittorica, di una scultura o anche di un'installazione.

Come vedi il futuro dellarte?

Credo che l'arte si trasformerà insieme ai tempi e alle generazioni.

Penso che torneremo sempre di più ad usare le tecniche classiche, e credo che ci sarà un grande ritorno al figurativo. Lo penso perché ci sarà sempre di più l'esigenza di sicurezza e identificazione e credo che l'artista debba, oltre che denunciare le crisi sociali e raccontare le zone d'ombra dell'uomo, raccontare la bellezza e dare alle persone una sorta di luogo in cui potersi rifugiare.

Secondo te la fine della pandemia segnerà un momento di rinascita della cultura o favorirà il declino dei valori più spirituali a favore del possesso di beni materiali?

Voglio SPERARE che alla fine di questa lunga notte possa risplendere un sole caldo e meraviglioso anche per tutte le forme d'arte e di cultura. Mi auguro che vengano investiti tanti soldi per rivivere la grande bellezza del teatro, della danza e dei concerti dal vivo. Mi auguro che ci siano investimenti perché riaprano tutti i cinema, i musei e le gallerie d'arte. Mi auguro che tutto questo rifiorisca per restituire quella meravigliosa armonia alle persone che solo l'arte è capace di dare.

 

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