INTERVISTA A Massa

Vivendo in un Paese ricchissimo di opere e che rappresenta un’eccellenza artistica a livello globale, siamo così assuefatti al bello da darlo per scontato. Ne abbiamo parlato con Antonio Massa.

 

In quanto artista, come consideri il tuo ruolo all’interno della società? Quale valore dai alla tua professione?

Credo che il ruolo dell’artista nella nostra società sia molto importante, perché riesce a vedere e sentire cose che passano inosservate alla maggior parte delle persone. L’artista percepisce sensazioni particolari che altri non avvertono. Per me questa professione ha un alto valore se fatta con coscienza e onestà.

 

Perché, secondo te, l’arte e la cultura vengono spesso relegate ad attività di second’ordine, inessenziali rispetto all’acquisto di un capo d’abbigliamento, di una messa in piega, di un mazzo di fiori?

Sì, è vero che l’arte conta poco nella società, perché il nostro pensiero è calcolante (citando Galimberti), sappiamo solo puntare al business… al guadagno e non si pensa invece che guardare un dipinto, vedere un film, ascoltare della musica o leggere una poesia, faccia bene all’anima.

 

Una domanda personale: qual è l’opera/l’artista che ha influenzato maggiormente il tuo percorso? Per quali ragioni?

Non c’è un dipinto o un pittore specifico che mi abbia influenzato particolarmente. Mi hanno sempre affascinato i macchiaioli toscani e i futuristi come Giacomo Balla, Giovanni Segantini e Angelo Morbelli e il loro modo di interpretare l’arte.

 

Molte persone si tengono a distanza dall’arte perché la ritengono “incomprensibile”, cosa gli diresti per incoraggiarle ad avvicinarsi a questo mondo?

Le persone si tengono a distanza dall’arte perché non sono “educate” a comprenderla. Dovrebbero affidarsi agli artisti ed accettare anche ciò che non si capisce, lasciandosi sorprendere. Non si può capire tutto.

 

Come vedi il futuro dell’arte? Secondo te la fine della pandemia segnerà un momento di rinascita della cultura o favorirà il declino dei valori più spirituali a favore del possesso di beni materiali?

Dobbiamo pensare al futuro positivamente. Credo fortemente in una rinascita culturale e spero che la gente si avvicini sempre di più al lato spirituale dell’esistenza.

 

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